Conosci Betta

Watch video
07 November 2017

Tell us your story

Thanks for the story. Something is wrong. Try again later.
 

Innovazione per un mondo più pulito

"Buttarsi nell’arena degli innovatori è stata durissima, ma l’importante è continuare a tenere gli occhi fissi sull’obiettivo a lungo termine."

Betta Maggio è la nipote di un famoso scienziato statunitense, esperto di biotecnologie. Lo zio ha inventato un sistema rivoluzionario, che è in grado di assorbire le sostanze inquinanti e purificare l’aria attraverso un processo completamente naturale, basato sull’azione di microrganismi ed enzimi.

Quando si è resa conto dell’importanza capitale di questa scoperta per la salute umana e del pianeta, Betta ha deciso di abbandonare la sua carriera nel settore del design e del marketing per dedicarsi totalmente al progetto: “Ho capito che potevo fare qualcosa di davvero utile per migliorare l’esistenza delle persone e che potevo contribuire a mantenere pulito il nostro meraviglioso pianeta per i nostri figli e nipoti”.

Con questo obiettivo in mente ha fondato l’azienda biotech U-Earth, nel 2012. Al suo fianco lavorano Gabriella Motta (direttore tecnico) e Sara Zanni (ingegnere ambientale e responsabile scientifico), che con entusiasmo e creatività la aiutano a migliorare i prodotti e a portare avanti la sua idea.

 

Green marketing e tutela dell’ambiente

Consapevole del valore di questa sfida per la salvaguardia dell’ambiente, Betta si è rivolta direttamente agli interlocutori più autorevoli. La sua strategia punta a creare un circolo virtuoso che, armonizzando le esigenze ambientali ed economiche, spinga le aziende e gli enti pubblici a intervenire concretamente per migliorare e preservare l’ecosistema naturale, ottenendone vantaggi a livello di prestigio e immagine.

Nel 2016, U-Earth ha vinto il “Premio innovazione SMAU” per Pure Air Zone, un progetto che prevede la creazione di zone di aria pura in contesti urbani, industriali e commerciali attraverso l’installazione di purificatori d’aria prodotti da U-Earth. In diverse città sono già stati avviati i primi test dimostrativi in parchi e giardini pubblici, ospedali, scuole e stazioni ferroviarie.

Nella sede milanese della Microsoft House, inaugurata lo scorso febbraio, sono inoltre entrati in azione i robot cilindrici intelligenti Pure Air Zone, che digeriscono l’inquinamento con la stessa efficienza delle foreste, neutralizzando tutte le sostanze inquinanti senza lasciare scorie. L’azienda ha infatti stretto una prestigiosa partnership con Microsoft per la rilevazione dei dati ambientali, tramessi e gestiti mediante il servizio cloud Microsoft Azure.

Un altro progetto di cui Betta è molto fiera sono le U-Mask. Realizzate a Milano, la capitale italiana delle nuove tendenze nel campo del design e della moda, le prime mascherine antinquinamento Biotech al mondo sono diventate un vero e proprio fashion gadget: “Le persone non si proteggono perché non amano l’aspetto dei prodotti attualmente in commercio. Per questo abbiamo disegnato delle mascherine che potessero essere anche un accessorio elegante, grazie a una serie di cover originali e personalizzate. Visto che ci dobbiamo proteggere, almeno facciamolo con stile!”.

Divulgate attraverso programmi televisivi, radio, giornali e siti Internet, le iniziative di U-Earth hanno suscitato l’interesse di un vasto pubblico sui social: “Senza i social media questo progetto non potrà mai prendere piede. La rivoluzione da fare è prima di tutto culturale e capillare. Noi continueremo a sensibilizzare l’opinione pubblica dialogando con le persone attraverso Facebook, invitandole a partecipare ai nostri eventi e incoraggiandole a entrare nelle Pure Air Zone attraverso Instagram”.

Il prossimo passo sarà la campagna di crowfunding “#SMOGfighter” su Indiegogo, che è già sui blocchi di partenza e permetterà di raccogliere le risorse necessarie per combattere l’inquinamento atmosferico e invertire la rotta del cambiamento climatico.

 

Siti Web:

Facebook:

Instagram: https://www.instagram.com/u.mask/

Tell us your story

Thanks for the story. Something is wrong. Try again later.